ARCAT Abruzzo

L'APPROCCIO ECOLOGICO SOCIALE - Metodo Hudolin

L'APPROCCIO ECOLOGICO SOCIALE AI PROBLEMI ALCOLCORRELATI E COMPLESSI

IL SIGNIFICATO

Approccio significa modo di porsi, di leggere, interpretare un fenomeno  e, conseguentemente, di promuovere il cambiamento. Per quanto riguarda lo specifico campo alcologico l’approccio indicato da Hudolin deve essere collocato nelle strategie di popolazione che sono caratterizzate dall’evidenza scientifica che per ridurre l’incidenza e la prevalenza delle problematiche alcol correlate è necessario promuovere il calo del consumo medio di alcol nella popolazione. Questo ha come suo presupposto una disponibilità di avviare programmi che modifichino la cultura generale, sanitaria e sociale nei confronti delle bevande alcoliche.
L’Approccio Ecologico Sociale riconosce in accordo con l’OMS:
1.la pericolosità dell’alcol in sé, in quanto sostanza tossica e psicoattiva,
2.il suo essere una droga particolarmente dannosa per l’individuo, la famiglia e la società,
3.l’assenza di livelli di consumo che possano essere considerati privi di rischio,
4.la garanzia di mettere le persone nella possibilità reale e concreta di scegliere tra il bere bevande alcoliche o astenersi, quale diritto che ogni cittadino ha di comportarsi, in maniera autonoma, secondo le sue convinzioni dopo una corretta informazione.
L’Approccio Ecologico Sociale stabilisce che ogni persona deve riflettere sul proprio bere, indipendentemente dalla quantità consumata, dagli stili di consumo e dal grado di problematicità eventualmente espressa, evitando in tal modo che l’invito alla riflessione sul bere sia rivolto solo a chi è ritenuto più problematico, secondo una evidente logica di categorizzazione discriminante e di stigma.
Il consumo di bevande alcoliche deve essere considerato un fattore di rischio di cui, sul piano individuale, ciascuno ha la possibilità e la libertà di assumersi la responsabilità. Si reputa comunque necessario che la comunità si doti di misure e regole finalizzate al bene comune nei confronti dei danni prodotti dal consumo di bevande alcoliche (il cosiddetto “bere passivo”).
Per quest’ultima ragione promuove e sostiene tutte le iniziative di politiche pubbliche per la salute finalizzate a:
1.  a ridurre la disponibilità degli alcolici, con ragionevoli e motivate argomentazioni, in particolare per i giovani e per le categorie più a rischio
2. a promuovere stili di vita più protettivi del benessere collettivo.
Con il termine Ecologico si riconoscono i legami che esistono tra le persone e tra le diverse componenti che costituiscono una comunità familiare o locale. Si riconosce altresì che esiste una relazione tra il consumo di bevande alcoliche e la problematicità, in quanto non vi può essere discontinuità categoriale tra consumi impropriamente definiti normali e quelli cosiddetti patologici, bensì un processo continuo che caratterizza il comportamento del bere.
Con il termine Sociale viene sottolineata l’evidenza che tutti i problemi comportamentali, compresi quelli alcolcorrelati, ma anche quelli culturali, economici e politici, hanno la loro origine e la loro soluzione nei rapporti sociali esistenti. Esso sottolinea anche il valore del contratto sociale che fonda la convivenza umana  e che si costituisce a partire dalla costruzione di un codice etico condiviso.
Spesso è percepita e citata la Bellezza (Estetica) del Club, che rappresenta il prodotto della continua attenzione nei confronti dell’etica, senza la quale non è possibile alcun processo di socializzazione con le caratteristiche dell’Amore, dell’Amicizia, della Solidarietà, del rispetto della Diversità e della transculturalità. 
 Questi ultimi sono i principi fondativi dell’Approccio Ecologico Sociale e della scelta di una crescita e maturazione continua in una dimensione armoniosa capace anche di cambiare la cultura della comunità di appartenenza.
La sottolineatura del sociale nell’Approccio Ecologico Sociale non è una contrapposizione disciplinare nei confronti del sanitario. Il sanitario e i suoi sistemi sono parte integrante dello sviluppo di una determinata società.
Il sociale è anche la radice dell’appartenenza del Club alla comunità, dell’obiettivo di costruire, a partire dai Club Alcologici Territoriali, i programmi alcologici territoriali, finalizzati a cambiare la cultura esistente e dominante ed a offrire uno spazio di riflessione, di pensiero e quindi di crescita e maturazione a quanti, nel corso della loro vita, si trovano, direttamente o indirettamente, a riflettere sul rapporto con le bevande alcoliche. 
In sintesi l’Approccio Ecologico Sociale è dunque la cornice entro la quale si applica il metodo Hudolin che stabilisce la centralità del suo agire nella dimensione antropo-spirituale (o socio-culturale), intesa come lettura multidimensionale dell’essere umano, nella sua complessità e nella sua rete inesauribile di relazioni. E’ una cornice mobile, dinamica, ricca di sfumature, non assimilabile alle forme classiche della professionalizzazione, della medicalizzazione o della psichiatrizzazione, ma capace di comunicare ed interagire con queste per un miglior fronteggiamento dei problemi alcolcorrelati.

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EVOLUZIONE DELL'APPROCCIO ECOLOGICO SOCIALE IN ABRUZZO

Il Club degli Alcolisti in Trattamento (oggi Club Alcologici Territoriale) è nato in Abruzzo il 17 giugno 1985 (due giorni dopo il Corso di sensibilizzazione tenuto da Vladimir Hudolin presso la Università Cattolica di Roma).
Dal 1985 ad oggi, i bisogni delle persone, delle famiglie e delle comunità sono cambiati; alcune problematiche storiche, come i problemi alcolcorrelati, hanno subito cambiamenti e ridimensionamenti. Nel contempo sono emerse nuove fragilità e disagi ed altri stanno emergendo.
Secondo la terminologia dell’Approccio Ecologico Sociale possiamo collocare fragilità e disagi in tre ambiti.
Attaccamenti: gioco, fumo, droghe, azzardo, psicofarmaci, shopping, internet, persone, cose, ruoli.
Perdite: lutto, abbandono, del lavoro, di sicurezza, di ruolo, di senso, di autostima.
Disagi nel con-vivere con
: malattie croniche, disagio psichico, disabilità, solitudine, diversità, disagio esistenziale, depressione, ansia, attacchi di panico, conflitti non gestiti, violenza domestica, disturbi del comportamento alimentare, non accettazione della diversità di orientamento sessuale, non accettazione della diversità di appartenenza etnica.
Nuove fragilità e disagi e multidimensionalità del disagio nella stessa persona o in persone diverse della medesima famiglia ci hanno posto e ci pongono di fronte a nuovi interrogativi.


L’evoluzione degli strumenti

La necessità che il Sistema Alcologico Territoriale potesse ripensare il proprio ruolo è passata attraverso la revisione e la ricalibrazione degli strumenti al servizio della comunità, con l’obiettivo di valorizzare al meglio il capitale sociale delle famiglie, dei Club, delle Associazioni (ACAT, ARCAT), del Quarto Settore e dei Servizi Pubblici, rimanendo fedeli e aperti alle potenzialità dell’Approccio Ecologico Sociale (Metodo Hudolin).
Nel 2012, soprattutto nel territorio della Marsica, in una sinergia virtuosa fra i Club e il Ser.D. (Servizio per le Dipendenze) di Avezzano, è stata così aperta la possibilità di discutere questi temi ed è stato avviato il confronto con le famiglie, con i servitori dei Club e con gli operatori dei Servizi Pubblici nei diversi contesti che caratterizzano l'Approccio Ecologico Sociale, quali le riunioni di Club, le Scuole Alcologiche (come venivano ancora chiamate), gli incontri di aggiornamento dei servitori. Molto important e utili sono stati i confronti con le altre realtà nazionali dell’approccio Ecologico-sociale (in special modo con quelle del Trentino, grazie alle quail si sono ispirati i primi Club di Ecologia Famigliare ad Avezzano, nel 2013 ).

Le riunioni settimanali dei Club -Gli obiettivi degli incontri
Riflettere sulle problematiche delle proprie microcomunità per dare un nome a fragilità, disagi e sofferenze vecchie e nuove rileggendo il passato e ponendosi la domanda “cosa fare per il futuro?”
Riconsiderare lo stato di salute dei programmi esistenti (Servizio per le Dipendenze, Club Alcologici Territoriali, Gruppi specifici-AMA ed altri ambiti del Quarto Settore), rilevandone i punti di forza e le criticità, immaginando le possibili strategie di riorientamento, rinforzo ed estensione nel territorio.
Costruire la mappa della propria microcomunità all’interno di ogni Comunità (Marsica e Provincia di Chieti, dove erano allora presenti i Club) e valutare la possibilità di allargare le collaborazioni con le associazioni locali e con il resto del territorio abruzzese ancora privo di Club, mettendo a disposizione la metodologia delle comunità multifamiliari e dell’automutuoaiuto.
Valutare l’opportunità di spostare il baricentro dell’ azione delle Associazioni e dei Servizi da fuori a dentro le microcomunità: i Club, ed in generale i Gruppi di auto mutuo aiuto, potrebbero appartenere sempre di più alla microcomunità dove operano mentre le Associazioni dei Club ed i Servizi potrebbero lavorare per rinforzare questa appartenenza e per garantire formazione e futuro. Ancora oggi i Club, che sono a tutti gli effetti Beni Comuni della microcomunità di appartenenza, sono percepiti solo occasionalmente come parte della comunità dove operano e tale situazione rappresenta un limite strategico per la crescita del sistema ecologico sociale.


Valutare e condividere tra Ser.D., Servizi di Alcologia, Centri Antifumo, Associazioni dei Club ed altre realtà, l’adesione ad un modello sperimentale, che preveda il mantenimento dell’esistente ed allo stesso tempo l’arricchimento del medesimo attraverso la diffusione di nuovi strumenti come i Club di Ecologia Famigliare (CEF), le Scuole di Ecologia Familiare di 1°, 2° e 3° modulo (SEF), i Corsi di Sensibilizzazione all’Approccio Ecologico-Sociale al Ben-Essere nella comunità e gli Utenti Familiari Esperti (UFE).

I Club di Ecologia Familiare accanto ai Club Alcologici Territoriali

In Abruzzo, ad Avezzano, dal 2013 si è iniziato a promuovere, accanto all’esperienza consolidata dei Club Alcologici Territoriali (CAT), che da sempre accolgono famiglie con disagi legati primariamente ai problemi alcolcorrelati, anche i Club di Ecologia Familiare (CEF) con l’obiettivo che anch’essi potessero diventare uno spazio/bene comune dove anche le famiglie con disagi diversi da quelli legati all’alcol potessero incontrarsi mettendosi a disposizione delle altre famiglie e delle comunità.

Perché sono nati i CEF?

Possiamo descrivere i punti critici delle comunità multifamiliari dei Club Alcologici Territoriali (CAT) e dei gruppi di auto mutuo aiuto specifici per problema come di seguito.
La sempre più frequente multidimensionalità del disagio nella stessa persona o in persone diverse della stessa famiglia, induce a chiedersi se sia pensabile che una stessa famiglia partecipi a diversi gruppi settimanali o che le persone di una stessa famiglia partecipino a gruppi diversi a seconda del problema di cui sono portatori.
È utile che in una singola microcomunità esistano tanti gruppi specifici quanti sono i problemi di quella microcomunità? Ad eccezione della rete dei Club Alcologici Territoriali, sufficientemente estesa in Marsica (più del doppio della media nazionale, in rapporto al numero di abitanti) e in provincia di Chieti, per trovare un gruppo specifico (“dedicato” a un problema prevalente) le famiglie dovrebbero uscire dalla propria microcomunità e fare molta strada, ammesso che un gruppo specifico esista.
Se è pur vero che i Club Alcologici Territoriali sono aperti da sempre alla multidimensionalità del disagio e la cosa è chiara all' interno del Sistema Ecologico Territoriale, è invece constatazione quotidiana che tale disponibilità non è percepita dalla microcomunità come un’offerta chiara: una famiglia con problemi di gioco d’azzardo difficilmente riuscirà ad immaginare che il Club Alcologico Territoriale è lo spazio adeguato al proprio bisogno. Lo stesso accade anche all’operatore professionale che, non conoscendo il sistema, non orienta le famiglie in tale direzione.
Partendo da tali presupposti la presentazione dei Club di Ecologia Familiare ha voluto esprimere in termini chiari che essi sono uno spazio accessibile alla multidimensionalità del disagio.
Tale proposta, inizialmente avviata e sperimentata a Rovereto ed in Vallagarina nel 2013, e subito dopo in Marsica, si è poi estesa a livello nazionale e in seguito (dal 2016) è stata ufficialmente riconosciuta nei vari Statuti delle ACAT/ARCAT. Essa traduce la possibilità che una comunità multifamiliare come il Club possa funzionare facendo stare insieme persone e famiglie con difficoltà/bisogni diversi. Il collante del gruppo non è tanto l'essere portatori di uno stesso problema, quanto il riconoscersi come persone/famiglie che condividono:
-la fragilità, il limite, la sofferenza come esperienze comuni a tutti al di là della diversità dei disagi da cui originano;
“solidarietà amicizia ed amore” attraverso l'accoglienza, l'ascolto attivo e l'auto mutuo aiuto come ingredienti che fanno funzionare i Club;
-il cambiamento come opportunità/necessità accessibile a tutti, negli ambiti che ciascuna persona identifica come prioritari per se stessa e,naturalmente, per accettare insieme con serenità quanto non è possibile cambiare.
I CEF funzionano a tutti gli effetti con i valori e le caratteristiche dei Club Alcologici Territoriali. Dentro di essi ciascuno prova a dare un nome alla propria sofferenza/fragilità/disagio/stile di vita e di relazione problematici e cerca di individuare per sé e per la propria famiglia gli ambiti e gli obiettivi di cambiamento da mettere in comune con le altre famiglie.


CAT e CEF rappresentano, quindi, per le famiglie un’opportunità diffusa nel territorio. Attraverso essi le famiglie sperimentano la possibilità del cambiamento , oltre che dello stile di vita, del pensiero, della relazione e in definitiva la possibilità della crescita e della maturazione e rinforzano in questo modo le reti dei gruppi esistenti.


I Club di Ecologia Familiare come i Club Alcologici Territoriali appartengono alla micro comunità in cui operano e le Associazioni locali (ACAT, dove presenti) e regionali (ARCAT) sono a servizio e supporto di entrambi.
In prospettiva ,dunque, il grande vantaggio di tale evoluzione concettuale e pratica è rappresentato dal fatto che in ogni microcomunità possa esistere un CEF. Il CEF è diventato infatti un nuovo tassello del welfare di comunità accanto ai CAT, ai Gruppi di Auto Mutuo Aiuto per problemi specifici, ai Servizi pubblici ed alle altre Associazioni della comunità stessa.
I servitori dei Club di Ecologia Familiare partecipano alla riunione mensile di auto supervisione dei servitori. Le famiglie dei Club di Ecologia Familiare, come tutte le famiglie dei Club, partecipano alle Scuole di Ecologia Familiare ed a tutte le altre occasioni di confronto che il sistema offre a livello locale e nazionale.

In Abruzzo, al 31 dicembre 2018, il numero dei Club Alcologici Territoriali, Gruppi specifici (“dedicati”) e Club di Ecologia Familiare è di 27 (15 CAT, 6 Gruppi specifici e 6 CEF).

Verosimilmente, date le premesse, in futuro tutti i Gruppi e Club potranno chiamarsi CEF.

Le attività di sensibilizzazione e formazione in Abruzzo 2011-2018
In Abruzzo, dal 2011 al 2018 si sono realizzati 9 corsi di sensibilizzazione (Celano, 2011; Giulianova, 2012; Avezzano, 2013; Avezzano, 2014; Avezzano, 2015; Pescara, 2016; Avezzano, 2016; Atessa, 2017; Avezzano, 2018): 4 Corsi di sensibilizzazione all’approccio ecologico sociale ai problemi alcolcorrelati e complessi e 5 Corsi di sensibilizzazione all’approccio ecologico sociale al Ben-Essere nella comunità, con un totale di 494 partecipanti.

Si aggiungono due Eventi e un Corso di Comunicazione Non Verbale, con temi e metodologie dell’Approccio Ecologico-Sociale, organizzati in collaborazione con la ASL, rivolti ai dipendenti e alla popolazione generale, con 648 partecipanti.
In totale, sono state sensibilizzate 1.142 persone, con risultati concreti per il Sistema ecologico-Sociale (nascita di nuovi Club), oltre che per le comunità locali.


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Nel 2017 la ASL di Chieti e la ASL di Pescara nel 2018 hanno organizzato il Corso- Evento regionale (in ECM)Identificazione Precoce del consumo rischioso o dannoso di alcol ed attuazione dell’Intervento Breve finalizzato alla prevenzione (IPIB-Pheba, mediato dall’Istituto Superiore di Sanità) rivolto ai dipendenti ASL. Entrambi i corsi sono stati coordinati da un direttore dei Corsi di sensibilizzazione del Sistema Ecologico-Sociale, con la partecipazione di membri dei Club regionali.

La ASL di Pescara nel giugno 2018 (a Pescara) e quella di Avezzano-Sulmona-L’Aquila nel dicembre 2018 (ad Avezzano) hanno organizzato il Corso “Respiro Aria Nuova” realizzato nell’ambito del PRP (Progetto regionale per la Prevenzione, Programma 3 “Guadagnare Salute negli ambienti di vita e di lavoro”, che si pone l'obiettivo di ridurre il numero di fumatori e di estendere la tutela dal fumo passivo). Anche in questo caso il corsi sono stati coordinati da un direttore dei Corsi di sensibilizzazione del Sistema Ecologico-Sociale, con la partecipazione di membri dei Club regionali.

Nel dicembre 2018, a seguito del Corso di Avezzano, è nato anche un Gruppo specifico per persone/famiglie che intendono smettere di fumare, con il medesimo nome del Corso (Club Respiro Aria Nuova).


Nel 2018 l’ARCAT Abruzzo è risultata fra i vincitori dell’Avviso pubblico del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali per il finanziamento di iniziative e progetti di rilevanza regionale promossi da Organizzazioni di Volontariato e Associazioni di promozione sociale per le attività di interesse generale di cui all’art. 5 del Codice del Terzo Settore, con il Progetto “Famiglie e Comunità responsabili e solidali”.
Grazie a questa opportunità, di seguito sono sintetizzate le attività programmate entro il giugno del 2019. Per una parte delle attività sono in fase di definizione le date di realizzazione.
Sono coinvolti i territori delle province di Pescara, Chieti e L’Aquila.
INCONTRI SETTIMANALI dei 27 fra Club Alcologici, Club di Ecologia Familiare e Gruppi specifici-AMA.

FORMAZIONE NELLE SCUOLE:
Istituto Superiore Collodi-Marini Avezzano: Corso rivolto agli studenti "Regista di me stesso“, avviato nel Dicembre 2018.
Istituto Superiore Collodi-Marini Avezzano: Corso di crescita personale, comunitaria e familiare rivolto a genitori e docenti, "Scuola, Famiglie e Comunità efficaci", in programma nel mesi Marzo-Aprile 2019.
Istituto Superiore E. Majorana di Avezzano: Corso sulla legalità e la cittadinanza attiva "Ragazzi in gamba" nelle seguenti date: 13-15-19-21-25-28 Febbraio 2019 – 06-08 Marzo 2019.
Istituto Comprensivo di Manoppello: Corso di crescita personale, comunitaria e familiare rivolto a genitori e docenti "Scuola, Famiglie e Comunità efficaci" in programma nel mesi Aprile-Maggio 2019.
Istituto Comprensivo di Manoppello: Corso rivolto agli studenti "Regista di me stesso: Iniziato Dicembre 2018.
Le Scuole di Avezzano si sono impegnate nel far partecipare n. 20 studenti per Istituto al CdS che si terrà ad Avezzano nella primavera 2019.

3. COLLABORAZIONE CON LA COOP. ETA BETA (Formazione per i migranti)
Nei 4 Centri di Accoglienza per migranti (2 Pescara, Manoppello e Città Sant'Angelo) per un totale di 18 Ore: Incontri di informazione e sensibilizzazione "Integrarsi conoscendo..." in programma nei mesi di Febbraio e Marzo 2019.

SEMINARIO DI AUTOFORMAZIONE per i Serviztori –Insegnanti regionali, da realizzarsi il 26 gennaio 2019 a Chieti.

4. SCUOLE ECOLOGICHE TERRITORIALI E SERATE DI ECOLOGIA FAMILIARE
Ciclo di 3 incontri per le famiglie dei Club (1° modulo) e per la popolazione generale (3° modulo) da organizzarsi in aree territoriali (Area Vasto, San Salvo, Atessa, Lanciano – Area Pescara, Chieti, Manoppello, Ortona – Area Marsica con divisione territoriale).
Scuole ecologiche di 3° modulo a Chieti, Avezzano, Pescara e Manoppello

CORSI DI SENSIBILIZZAZIONE ALL'APPROCCIO ECOLOGICO SOCIALE AL BEN-ESSERE NELLA COMUNITÀ.
Dal 01 al 05 Aprile 2019 a Pescara
Primavera 2019 ad Avezzano

CORSO DI SENSIBILIZZAZIONE
Problemi azzardocorrelati e promozione della cultura dell’automutuoaiuto, in collaborazione con la ASL2 Abruzzo (Chieti-lanciano-Vasto)


EVENTI:
"LA MIA VITA è PREZIOSA" – Carsoli e Avezzano.
"A CHE GIOCO GIOCHIAMO?" – Carsoli e Avezzano.

HELP LINE: Linea telefonica dedicata ai problemi azzardocorrelati e complessi (prosecuzione dell’attività svolta in tutto il 2018).

N. 2 GIORNATE ECOLOGICHE (incontro e festa delle Famiglie dei Club, aperti alla popolazione generale), presso una fattoria didattica:
In programma a Maggio e Giugno 2019



PER IL FUTURO
Ci proponiamo di avviare altre esperienze, sulla scorta delle attività già realizzate in Trentino (UFE, Centri Antifumo, Centro Studi).

Gli Utenti Famigliari Esperti
UFE (Utenti Familiari Esperti): introdotti nei programmi a seguito dell’esperienza ben riuscita nella psichiatria di Trento, questa realtà si sta sperimentando in quasi tutto il Trentino. Gli UFE sono persone che frequentano i Club e che hanno esperienza personale o famigliare di disagi alcolcorrelati e/o complessi. Essi sono portatori di saperi esperienziali, vivono nelle micromunità e lavorano in stretta collaborazione tra Centri di Alcologia, Antifumo e Altre Fragilità e Club. Sono inoltre riconosciuti a tutti gli effetti dal Servizio Pubblico come propri collaboratori. Tra i loro compiti vi è il rinforzo delle collaborazioni con le reti del 4° settore, con le A.C.A.T. del territorio, la promozione della salute nella comunità, l’intercettazione dei bisogni nelle comunità, l’accompagnamento a situazioni familiari complesse.

Attualmente sono attivi circa 30 UFE in tutto il Trentino.


I Centri di Alcologia, Antifumo e altre fragilità
Il modello dei Servizi di Alcologia come servizi del pubblico leggeri, in rete, vicini ai Club Alcologici Territoriali ha rappresentato in Trentino negli ultimi trent’anni un modello valido che ha favorito la crescita dei programmi. Oggi si chiamano Centri di Alcologia, Antifumo e altre fragilità: l’evoluzione dei bisogni, la multidimensionalità del disagio e l’accorpamento aziendale dell’Alcologia nel SERD ha suggerito la necessità di sviluppare un modello di servizio territoriale di primo livello accessibile alla multidimensionalità del disagio. Un modello semplice in grado di intercettare le nuove fragilità/disagi complessi, favorire l’accesso alle reti del Quarto Settore locale, indirizzando a Servizi di secondo livello per risposte assistenziali più articolate. Nei Centri Alcologia, Antifumo e altre fragilità lavorano assieme operatori professionali dell’Azienda Provinciale per i Servizi Sanitari e gli UFE. Centro Studi dell’APCAT (Associazione Provinciale dei Club Alcologici Territoriali)

La presenza del Centro Studi APCAT e del suo Comitato Scientifico rappresenta uno strumento di collegamento tra privato sociale e Servizio Pubblico. Opera “vicino ed a servizio” delle A.C.A.T. e dei Servizi Pubblici dei territori, quale strumento facilitatore di confronto e discussione attraverso le occasioni di formazione e di sensibilizzazione già descritte. Nel Comitato Scientifico operano 3 operatori del pubblico e 3 operatori ACAT con la presidente APCAT.



Conclusioni

I risultati finora raggiunti hanno confermato la validità della strada intrapresa, dando risposte adeguate ai nuovi bisogni. La strada è aperta. Naturalmente dobbiamo lavorarci, avendo chiaro che solo il “fare assieme” secondo la filosofia dei Beni Comuni potrà migliorare la qualità del servizio alle comunità territoriali.
L’attenzione deve essere mantenuta alta attraverso la lettura dei bisogni emergenti, la continua rilettura dei bisogni in trasformazione, cui il sistema deve flessibilmente adeguarsi in un continuo cambiamento che porti ad essere parte delle soluzioni ai problemi/fragilità/disagi. Al tempo stesso occorre rimanere fedeli alla metodologia hudoliniana, confrontandosi incessantemente e collaborando tra i diversi soggetti che compartecipano al rinforzo della rete del Quarto Settore per contribuire al vero Bene Comune.



Avezzano, gennaio 2019
Il Responsabile della Formazione ARCAT Abruzzo
Adelmo Di Salvatore